I 3 finali di Cappuccetto Rosso

Nel 1697, Charles Perrault trascrisse la storia di Cappuccetto Rosso (Le Petit Chaperon Rouge), introducendo, già dal titolo, un elemento nuovo e determinante, il cappuccio rosso, che non sempre è presente nella tradizione orale della fiaba.
Immagine di Martina Peluso
La fiaba fa parte della raccolta I racconti di Mamma Oca (Histories ou Contes du temps passé); la raccolta però apparve, in un primo momento, con la firma del figlio di Charles Perrault, Pierre. 
Nella versione di Perrault non esiste il lieto fine, sia la nonna che la bambina vengono mangiate dal lupo. E’ questa la scena conclusiva a cui si aggiunge un monito dell’autore: 
Vediamo qui che gli adolescenti
e soprattutto la giovincelle
eleganti, ben fatte e belle,
fanno male ad ascoltare certa gente,
e che non bisogna meravigliarsi della celia
per cui il lupo se ne mangi tante.
Dico il lupo, perché questi animali
(…) perseguitano le giovani Donzelle,
arrivando dietro di loro
a casa e fino alla stanza da letto. 

Ne I racconti delle Fate, Collodi traduce così, in prosa, l’ammonimento: 
Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena. Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n’è un tipo dall’apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose! 
La parte centrale, da un punto di vista del messaggio, diventa la parte finale, probabilmente l’unica parte scritta da Perrault. 
La versione di Cappuccetto Rosso dei fratelli Grimm a differenza di quella di Perrault ha un lieto fine. Anzi, ne ha due. 
Esiste infatti una versione di Cappuccetto che prevede un epilogo, dove Cappuccetto Rosso, incontra un nuovo lupo e questa volta, forte della lezione precedente, riesce a raggiungere per prima la casa della nonna e a tendere, insieme a lei, una trappola per il lupo e ucciderlo. 
Più intrigante e meno lineare è invece il lieto fine più conosciuto, quello che prevede la figura del cacciatore che taglia la pancia del lupo e salva nonna e bambina (Nella revisione finale del 1857 il cacciatore sarà sostituito dal taglialegna). Cappuccetto Rosso riempie la pancia del lupo di pietre e il lupo muore schiacciato da quel peso. 
La necessità di Perrault di dare un monito per le giovani ragazzine, non è presente nei Fratelli Grimm; nei Grimm è fondamentale la rinascita. Da quel ventre Cappuccetto dovrà rinascere e pronta ad entrare nel mondo adulto, adesso Cappuccetto sa quali sono i mali del mondo e non ne è vittima predestinata e senza speranza, ma può affrontarli in modo consapevole.

Commenti

  1. Non so, forse mi piace di più il finale - che non conoscevo - con l'epilogo. Non so, forse sto diventando un fanboy dei Grimm. Però ho sempre trovato troppo facile l'intervento del cacciatore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti, l'intervento del cacciatore toglie a Cappuccetto Rosso la "fatica" che tanti altri personaggi devono sopportare, le prove da superare per vincere con le proprie forze.

      Elimina
  2. Ma pensa! Conoscevo solo il finale che prevede lo sbudellamento del povero lupo. Tra l'altro fin da piccolo questo non mi è mai parso un lieto fine...ho sempre pensato "povero lupo: aveva solo fame".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me è sempre dispiaciuto che un povero lupo affamato, si ritrovasse con la pancia piena di pietre. Pensavo a come fosse terribile avere placato i crampi della fame con le pietre. Ah, bambini!

      Elimina

Posta un commento

Post più popolari