Cappuccetto Rosso e il Club armato per la Libera Infanzia

Intanto che si inoltrava nel bosco Cappuccetto Rosso pensava a quanto fosse snaturata sua mamma. Già, l'aveva mandata tutta sola dalla nonna pur sapendo che nel bosco avrebbe potuto incontrare il lupo, <<cattivo>>, aveva detto ma, se il lupo era cattivo, allora sua mamma com'era? Snaturata, per il momento, era l'unico aggettivo che le venisse in mente anche perché, in quello stato d'animo, aveva ben altro a cui stare attenta che non ai suoi pensierini esistenziali. Non le aveva dato nemmeno, non dico un revolver, ma almeno un coltello da macellaio, quello sì! Cappuccetto Rosso pensava che se fosse scampata a quell'incubo, per i sadici, fiaba, avrebbe fondato il piccolo club delle bambine armate, sì, perché, rifletteva Cappuccetto, sarebbe opportuno che una bambina ricevesse per il suo sesto compleanno il primo coltellino a scatto. E poi questa nonna! vecchia, mezza rimbambita da non saper distinguere la voce del lupo da quella della sua unica, dico, unica nipotina si ostina a voler vivere quaggiù, fuori dal mondo, tra lupi e stradelli del cavolo. Ma via! 
Cappuccetto Rosso pensò bene di tornare indietro. 
Strada facendo incontrò il cacciatore, 
- Ma Cappuccetto- le si rivolse il cacciatore, - stai andando dalla parte opposta -. 
- Opposta a che?- domandò Cappuccetto assai alterata. 
- Opposta rispetto alla fiaba, è laggiù che si svolge la faiaba. Vedi: la casa della nonna e lì, dietro quel cespuglio, il lupo che sta aspettando il momento per entrare in azione, mangiare la nonna e poi te. Capito?- 
-E allora vai ed uccidilo - gli disse Cappuccetto. 
-Ma nooo!- rispose il cacciatore - lo devo uccidere dopo che vi ha mangiate poi vi farò uscire dalla sua pancia -. 
- Ma, per tutti i folletti del bosco, uscirò fuori tutta morsicata! Ma chi lo ha scritto questo incubo?- 
- Fiaba, Cappuccetto, fiaba!- 
- Dario Argento? Eh, ho indovinato, è Dario Argento vero?-
- Chi è, chi è! lascia stare queste quisquilie -. 
Be' è ovvio, rifletté Cappuccetto Rosso, lui in tutta questa storia, incubo, fiaba o quello che vuole ci fa la sua bella figura no? Arriva, uccide, sventra ci salva e noi, donne e bambini, a far la figura dei fessi, no io mi rifiuto di fare questa parte: 
-Ciak!- gridò Cappuccetto, - per quel che mi riguarda non si gira più -. 
Grazie a questo colpo di scena saltò fuori scena e poté realizzare il suo sogno: in soli tre mesi il club delle bambine armate divenne così influente sulla vita politica del paese che le piccole donne, le piccole donne crescono e Pippi Calzelunghe si fecero socie del club Cappuccetto & C. e insieme si batterono per i nuovi princìpi pedagogici che, diminuendo i diritti parentali, davano autonomia alle bambine vispe. 
L'incontro impossibile
Stava presenziando ad una riunione del club quando ricevette la notizia che la nonna, che da tre mesi aspettava il cestino con il cibo, era morta di fame e di stenti ed era talmente rinseccolita che anche il lupo aveva avuto poco da leccarsi i baffi con quegli ossi secchi secchi del cadavere della nonna, ex - nonna. Cappuccetto prese la parola e con voce contrita fece notare come il mondo si fosse sempre retto sulle bambine disarmate e, come esse si assentavano per un po', quello stesso mondo andava a farsi benedire o, forse meglio, seppellire. Questo primo lutto giustificò la prima fase della vita del club. 
- Sorelline, sorelle con la morte della mia amatissima nonna materna posso dirvi che il passato è morto e sepolto-. 
Il pubblico applaudì Cappuccetto. 
- Vorrei che fosse rispettato un minuto di silenzio per la sua memoria; questo sarà l’ultimo minuto di silenzio perché da qui in poi sarà difficile farci tacere. 
Le sorelline si fermarono ma i loro occhi invece che tristi e commossi, brillavano per l’emozione che in loro aveva suscitato quel sarà difficile farci tacere. Sentivano di aver trovato un leader, un po’ ridicolo con quel cappuccio rosso, ma ben presto capirono che quello era solo l’aspetto esteriore della sua grande e straordinaria personalità. Certo, non sarebbero mai andate da un medico, da un negoziante conciato in quel modo, ma cappuccetto stava su un palco, poteva farlo, e poi un giorno – pensavano – potremmo anche noi essere così eccentriche se ci conquisteremo il palco
- Sorelline, sorelle, prima di dirvi quale sarà lo scopo principale della nostra associazione voglio presentarvi alcuni fra i quali mi hanno per primi dato il loro supporto: prima fra tutte, lei, Pippi. 
Le sorelline applaudirono, compiaciute notarono anche in Pippi quella forte personalità che si vedeva dalle calze lunghe e di due colori diversi, una verde una arancione.
- Io come sapete – continuò Cappuccetto – sono fuggita dalla fiaba, rifiutandomi di reggere certe trame stabilite, e così ho rinunciato a mia madre, sono diventata una pseudo-orfana; Pippi invece è da sempre orfana, per lei ha scelto il destino, ma quella è stata l’unica volta che il destino si è permesso di intervenire nella sua vita; Pippi ha imparato ad aprirsi una strada nella vita, Pippi è forte, è indipendente, è coraggiosa, conosce le arti marziali, ha una grande immaginazione. L’ho scelta come mio braccio destro e se voi la voterete questo renderà la nostra una grande associazione democratica. 
- Sì, sì, vogliamo Pippi, sì .- 
Cappuccetto fece un cenno e Pippi le si avvicinò commossa: 
- Grazie, sorelline – 
Applausi, grida. 
- Ho 16 anni e vedo che sono più grande di tante di voi, metterò la mia esperienza al vostro servizio. Metterò a disposizione il mio cavallo, dato che siamo tutte senza patente sarà l’unico modo per spostarci, ehiy sorelline, mica avrete paura dei cavalli? 
- Noo, noo! – 
- Metterò a disposizione anche la mia casa, non possiamo rimanere a vita in questa scuola elementare che abbiamo occupato, è ridicolo con questi fiorellini attaccati alle pareti, le lettere dell’alfabeto ed ehy sorelline mica vorrete continuare a stare sedute sui banchi di formica? 
- No, no, brava Pippi!- 
- A casa mia ci sono le tovaglie all’uncinetto sui tavoli, le tende di pizzo alle finestre ed, ehy sorelline, è sempre ora della ricreazione! 
- Sì, sì andiamo a casa di Pippi.- 
- Calme, calme, sorelline – intervenne Cappuccetto – capisco che Pippi è travolgente e il suo essere travolgente va di pari passo alla sua generosità, ma terminiamo prima questa nostra riunione, arriviamo almeno al suo scopo. 
Applausi, pochi. A molte non era piaciuto che Pippi venisse interrotta, ma alcune tra quelle che avevano applaudito apprezzavano la tranquillità e il coraggio meno sbandierato di Cappuccetto che comunque aveva lasciato la famiglia per l’incognito. 
- Non vi dirò ancora la strategia ma vi dirò la meta.- 
Cappuccetto guardò Pippi, l’unica a conoscenza della meta. 
- Abbiamo fondato questo club, grazie al nostro club, vi prometto sorelline che entro un anno sarà istituito il Club armato per la Libera Infanzia.
(continua)

Commenti

  1. Sono curiosa di leggere la prossima parte; questa mi ha fatto un po' ridacchiare e un po' riflettere!

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    1. Sì dei punti sono un po' paradossali!! Ho appena messo la seconda parte...buon divertimento:)

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