giovedì 13 novembre 2014

Corpo senza l'anima (Italo Calvino).

Il leone nero gli s’avventò ma Giuanin era il leone più forte del mondo e lo sbranò. (Nel castello, il Mago “Corpo-senza-l’anima” si sentì girar la testa.) Aperta la pancia del leone, ne saettò fuori un cane nero velocissimo, ma Giuanin diventò il cane più veloce del mondo e lo raggiunse e rotolarono mordendosi finché il cane nero non restò a terra morto. (Nel castello, il Mago si dovette mettere a letto.) Aperta la pancia al cane, ne volò un’aquila nera, ma Giuanin diventò l’aquila più grande del mondo e insieme presero a girare per il cielo lanciandosi beccate e colpi d’artiglio, finché l’aquila nera non chiuse le ali e cadde a terra. (Nel castello, il Mago aveva una febbre da cavallo e stava rannicchiato sotto le coperte.)



François Lemoyne, Saturno con falce e clessidra
part. Apoteosi di Ercole
Questa ultima parte della fiaba Corpo senza l’Anima raccolta ne Le Fiabe di Calvino, mi ha fatto pensare ad un rito magico, un sorta di fattura; non sono molte le fiabe in cui è così chiara la corrispondenza tra un maleficio inflitto ad un essere animato (o un oggetto) che si ripercuote su di un essere vivente. Con la morte del leone nero, del cane nero e dell’aquila nera lo stato di salute del Mago Corpo-senza-l’anima vanno peggiorando fino a confinarlo a letto moribondo. Mi fermo a questo accenno ad una ipotetica analisi “magica” poichè non sono un’esperta in materia (ma si accettano, con piacere, suggerimenti ed interpretazioni) e mi soffermo sull’immagine dei tre animali.
Tutti e tre gli animali sono neri, caratteristica che, forse, deve essere eliminata per il buon esito della fiaba e, per eliminarla, deve essere annientato il suo portatore: l’animale. 
Il nero è il principale nemico del giovane Giuanin; è il colore attribuito a Saturno, ritenuto il pianeta delle prove, e già nelle prime righe della fiaba sappiamo che Giuanin deve superare una prova: crescere forte e robusto per poter abbattere il pino che si trova dietro casa e solo allora, la madre, gli darà il permesso per andare solo in giro per il mondo.
“… Giuanin, figlio di una donna vedova, vuole andare a cercare fortuna per il mondo, ma ha solo 13 anni e la madre lo ammonisce che, solo quando fosse stato in grado di “buttare giù il pino dietro la casa”, sarebbe potuto partire. Dopo quotidiani allenamenti, riesce a superare la prova dell’albero, Giuanin comincia il suo viaggio…”
A questa seguirà una seconda prova da superare: domare un cavallo che ha paura della propria ombra (ecco che compare il nero, sottoforma di ombra).
Saturno è anche la divinità che crea visioni demoniache come sembrano i tre animali, ma da dove escono questi esseri feroci? Forse sono la personificazione delle stesse paure di Giuanin? Governatore della fase della Nigredo, in cui avviene la dissoluzione e la putrefazione della materia per dare origine al rinnovamento, fase che, a livello psicologico, è un processo di ritrovamento dell’auto-coscienza che si ottiene usando e vivendo profondamente le emozioni. Una chiave di lettura psico-pedagogica vede questa fiaba come il momento in cui il bambino deve vincere le paure, le angosce della crescita e, considerando che Giuanin ha, probabilmente, da poco compiuto i 13 anni, età che nel passato sanciva il passaggio all’età adulta, anche questa interpretazione non è da trascurare.

9 commenti:

  1. Mai lette le fiabe di Calvino :P Vedrò di procuramele quanto prima.
    Bella l'analisi legata al colore "nero"!

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    1. Grazie, sono un po' fissata on l'analisi dei colori (di solito ne parlo nell'altro mio blog).
      Sto terminando in questo periodo di leggere tutta la raccolta di Calvino, probabilmente ne parlerò :)

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  2. Girovagando nella blogfera, moderno bosco intricato, ho trovato il "mio angolo" (scusa il possessivo), la strada ora la conosco...
    Fata C

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    1. Benvenuta! Qui c'è molto spazio per una Fata ;) Ho visto che hai creato diversi "angoli" in giro per il web, complimenti!

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  3. Il simbolismo del nero appare evidente ma la successione degli animali non mi sembra viceversa seguire nessuna serie simbolica riconoscibile. Potrebbe essere che si sia persa nel corso della trasmissione della fiaba attraverso le generazioni.

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    1. ...o forse io ho voluto fare un accostamento un po' forzato ;) Sai, pensavo che mi avresti dato qualche dritta sull'ipotetica interpretazione magica (forse era forzata anche quella). Grazie mille Ivano!

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    2. La sola cosa a cui sono riuscito a pensare, Marcella, a causa della presenza del leone e dell'aquila, simboli ben riconoscibili di cuore e intelletto, è stata la classico tripartizione dell'essere umano in "istinto", cuore e intelletto. In questo caso il cane sarebbe l'istinto che di solito è però simbolizzato dal toro. Pensa, per esempio, alla Sfinge o ai simboli dei quattro evangelisti. Il quarto elemento è rappresentato dall'anima-angelo (Vangelo di Matteo e volto della Sfinge).

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    3. Sì, credo anch'io che i tre animali siano il simbolo di tre caratteristiche dello stesso individuo/essere umano, in quanto nascono ognuna dalla morte della precedente in una sorta di evoluzione del singolo. Grazie Ivano per la tua generosità :)

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    4. Non c'è di che Marcella, queste cose mi appassionano assai ;)

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