Il significato astronomico del cappello a punta dei maghi

Per gentile concessione dell’autore Sandro Zicari, pubblico un suo interessante articolo sul mistero dei cappelli dei maghi, dove viene illustrato il perché della loro forma a punta decorata di stelle. 

I maghi sono spesso rappresentati con lunghi cappelli a punta, e, alcune volte, ornati con motivi astronomici. Georges Ivanovič Gurdjieff, nel suo “La Lotta dei Maghi”, descrive la vestizione del mago e, in particolare, il dettaglio del cappello:
Il Cappello d’Oro al
Neues Museum di Berlino
“Il Mago si toglie i suoi vestiti, riceve degli unguenti da uno dei suoi studenti, se lo spalma sul corpo, si rimette i vestiti e sopra i suoi abituali vestiti indossa una toga con lunghi lembi. La toga è tutta bordata con i segni dello Zodiaco; nella parte posteriore è ricamato il simbolo del pentacolo, e sul petto un teschio e ossa incrociate. Sulla testa pone un alto cappello a punta ricamato con stelle di diverse dimensioni.”
Nell’episodio “L’apprendista Stregone” di Paul Dukas, basato sull’omonima ballata del 1797 di Goethe, del film di Walt Disney, “Fantasia”, Topolino, giovane apprendista dello stregone Yen Sid, indossa proprio il cappello descritto nel copione del balletto di Gurdjieff.
Questa volta l’incontro avvenne, ‘per caso’, nel 2012, al Neues Museum di Berlino (il museo famoso nel mondo per il busto di Nefertiti). Al Piano Terra del Museo mi imbattei in una teca contenente il cosiddetto Berliner GoldenHut.
Il Cappello d’oro di Berlino (Berliner Goldhut in tedesco) è un manufatto risalente alla tarda Età del Bronzo (tra il 1000 a.C. e 800 a.C. circa) realizzato in una sottile lamina d’oro. Il Cappello d’oro di Berlino è quello che si è meglio conservato rispetto ai quattro “Cappelli d’Oro” rinvenuti in Europa e risalenti, più o meno, tutti alla stessa epoca. Degli altri tre, due sono stati rinvenuti in Germania e uno in Francia. Tutti e quattro sono stati rinvenuti tra il XIX e XX secolo.
Wilfried Menghin, nel suo trattato “Acta Praehistorica et Archaeologica”, ipotizza che tali oggetti abbiano avuto funzioni calendariali-astronomiche. Lo studioso sostiene che i simboli rappresentano un calendario lunisolare che consentirebbe di ottenere delle date sia nel calendario solare che in quello lunare.
Dal momento che una esatta conoscenza dell’anno era di particolare interesse per la determinazione di eventi religiosi importanti come ad esempio il solstizio d’estate o d’inverno, le conoscenze astronomiche raffigurate sui Cappelli d’Oro erano di alto valore nella società arcaica. Le relazioni scoperte finora permetterebbero il conteggio di unità temporali fino a 57 mesi. Una semplice moltiplicazione di tali valori permetteva anche il calcolo di periodi più lunghi, ad esempio i cicli metonici. Ogni simbolo, o ogni anello di un simbolo, rappresenta un solo giorno. Oltre a questi ornamenti ci sono varie fasce composte da un diverso numero di anelli che rappresentavano i giorni che dovevano essere aggiunti i sottratti al periodo in questione.

Articolo e foto tratti dal blog di Sandro Zicari

4 commenti:

  1. *___*
    Poco tempo fa mi sono imbattuta (ma senza poi approfondire, cosa che vorrei fare prossimamente) in Gurdjieff, vedi tu il caso! :O
    Interessantissimo questo post!

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    1. Il destino ti propone di nuovo Gurdjieff, forse dovrà dirti qualcosa? Appena ho letto il post di Sandro Zicari, sono rimasta colpita e l'ho contattato immediatamente, e lui, molto gentilmente, ha acconsentito alla pubblicazione; molto, molto :)

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  2. Della Lotta dei Maghi di Gurdjieff conoscevo finora solo le musiche registrate da Alain kremski. Non mi era mai capitato di leggerne delle parti.
    Ero invece totalmente all'oscuro della faccenda dei quattro cappelli d'oro. Non si finisce mai di...

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    1. Io pure, Ivano! Per questo l'articolo mi ha particolarmente colpito e ho chiesto di pubblicarlo :)

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