Il Signor Dettofatto e la riconoscenza degli animali

Sono moltissime le fiabe in cui uomini ed animali si trovano ad associarsi, un esempio noto è il Gatto con gli stivali, dove il protagonista si impegna e lotta perché il suo proprietario raggiunga ricchezza e felicità. Ma il Gatto non lo fa per riconoscenza ma, piuttosto, per evitare di finire male.
Esistono invece delle fiabe dove gli animali dimostrano con i fatti la loro riconoscenza a degli esseri umani per essere stati salvati in qualche situazione di pericolo.
La Regina delle Api, per esempio, dove formiche, anatre ed api sottratte alla malvagità di due fratelli, soccorreranno il terzo fratello, denominato il Grullo, che le aveva precedentemente salvate. Qualcosa di simile accade ne I Fedeli Animali, dove i protagonisti sono un orso, una scimmia e un topo. Tutte fiabe raccolte dai Fratelli Grimm e, sempre dei Grimm, troviamo nella prima edizione delle fiabe, uscite nella raccolta Principessa Pel di Topo, la fiaba Il Signor Dettofatto, probabilmente precedente alle altre due appena citate.
In questa, i tre animali, prima salvati e poi riconoscenti sono: migliaia di uccelli, milioni di corvi ed un pesce. 
Vediamoli più da vicino:

Arthur Rackham

Nato nel 1867, pubblicò il suo primo libro di illustrazioni nel 1893; illustrò non solo libri di fiabe e opere per bambini, tra cui la raccolta di fiabe dei fratelli Grimm (1900), Peter Pan nei giardini di Kensington (1906) e Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (1907), ma anche opere per adulti come Sogno di una notte di mezza estate, di W. Shakespeare (1908), La della tetralogia di Richard Wagner, L’Anello dei Nibelunghi (1911) e i racconti di Edgar Allan Poe.

Bottom e Titania da Sogno di una notte di mezza estate
da L'Anello dei Nibelunghi di Wagner (fonte)

La vendetta di Andersen: Le Cicogne

Alcuni bambini minacciano una cicogna che accudisce nel nido i suoi 4 cicognini:

Cicogna, cicogna ardita vola, vola a casa tua, 
tua moglie sta nel nido con i quattro cicognini, 
il primo verrà impiccato 
il secondo verrà infilzato 
il terzo verrà bruciato
il quarto scorticato!

Crescono, fortunatamente incolumi, ma spesso chiedono alla mamma di potersi vendicare. La mamma aspetta fino alla vigilia della loro partenza per i paesi caldi (ormai i cicognini sanno volare) e dopo l’ennesima richiesta di vendetta, così risponde:
"Ho pensato una giusta vendetta! Io so dov'è lo stagno in cui si trovano tutti i bambini piccoli in attesa che le cicogne li portino dai loro genitori. Questi cari neonati dormono e sognano cose bellissime che non sogneranno mai più. Tutti i genitori desiderano quei bei bambini e tutti i bambini desiderano un fratellino o una sorellina. Ora noi andremo allo stagno e porteremo un bambino a ogni ragazzo che non ha cantato quella cattiva canzone e non si è burlato delle cicogne, mentre quanti l'hanno fatto non avranno niente."

"Ma che cosa faremo a quel ragazzo cattivo e antipatico che per primo ha cominciato a cantare?" gridavano i cicognini.
"Nello stagno si trova anche un bambino morto, morto perché ha sognato troppo; lo porteremo a quel ragazzo, così piangerà, perché gli abbiamo portato un fratellino morto; invece a quel bravo ragazzo che aveva detto: " È male prendersi gioco degli animali!," non l'avete dimenticato, vero?, ebbene, a lui, porteremo sia un fratellino che una sorellina e dato che quel ragazzo si chiama Peter, anche voi tutti vi chiamerete Peter!"
E le cose andarono proprio così, e tutte le cicogne si chiamarono Peter, e così si chiamano ancor oggi.
Forse il sogno segreto di Andersen era vendicarsi di tutti i soprusi che aveva subito durante la sua vita e la voglia di vendetta, in questa fiaba, è evidente. Raramente nelle sue fiabe c’è vendetta esplicita contro il “cattivo”: abbiamo già visto, più volte, che Andersen non perdona il “cattivo”, non cerca di capirlo ma lo ignora e si concentra sulla vittima portandola in una nuova dimensione, più serena (che spesso può essere la morte, vista come vita eterna). 
Le cicogne doneranno neonati morti, è un dono terribile, una vendetta crudele. Il bambino morto è morto perché ha sognato troppo, come il piccolo Andersen.



Kilian Schoenberger fotografa le fiabe dei Grimm

Kilian Schoenberger è un fotografo e geografo tedesco, nato nel 1985. Fotografo con una particolarità che per la sua professione potrebbe essere un limite, è, infatti, daltonico. “Mi sono, ben presto, reso conto che avrei potuto aggirare questo cosiddetto svantaggio in un punto di forza: ossia, mentre cerco di scattare una foto della foresta caotica, non riesco a distinguere chiaramente i diversi toni verdi e marroni; allora rimuovo questo cosiddetto "handicap": non mi importa di quei toni ma solo concentrarmi sulle forme e la struttura del legno per creare un'immagine suggestiva. Il mio lavoro di fotografo riguarda l'intera gamma di paesaggi naturali e di paesaggi urbani. Zone rurali remote sono fotograficamente interessanti come lo stile di vita e l'architettura dei crogioli urbani. Entrambi i mondi mi affascinano e così cerco di catturare la mia visione di questi ambienti mutevoli e difficili. Per la fotografia di paesaggio preferisco latitudini temperate ed alte e paesaggi alpini. Mi piace l'aspra bellezza di queste zone e la malinconia peculiare che li circonda. Le regioni che mi interessano sono la Norvegia, l'Islanda, le Alpi, la Scozia, il nord-ovest del Pacifico, Patagonia, Nuova Zelanda, monti Altai, il Canada e la Siberia.” 
Schoenberger, cresciuto nella Germania ricca di fitti boschi, ha sempre avuto la passione per i paesaggi oscuri e misteriosi, e quindi le illustrazioni spettrali delle fiabe dei fratelli Grimm, non potevano che trasformarsi in foto scattate nei luoghi rurali della Germania.
"Penso che ci sia un profondo desiderio di naturalezza e di tranquillità tra le persone nel nostro mondo dominato dalla tecnologia. Non voglio mostrare solo rappresentazioni di scene naturali, voglio creare luoghi accessibili visivamente dove il visitatore può virtualmente mettere la sua mente a riposo. Forse questo è il vero vantaggio del mio lavoro: creare luoghi di riposo per gli occhi in un mondo iper stimolato". 
(Foto di Kilian Schoenberger - Profilo Facebook)

Forse la casa natale dei nostri protagonisti e che, ben presto,
dovranno lasciare, altrimenti come può la fiaba avere inizio?