domenica 10 maggio 2015

I fratelli Grimm a lavoro...

Gemälde von Louis Katzenstein
Jacob e Wilhelm Grimm, studiosi delle tradizioni e della lingua tedesca (ma anche del diritto tedesco, entrambi erano laureti in giurisprudenza) come molti sanno non sono scrittori di fiabe, ma le hanno raccolte e trascritte dai racconti orali di gente comune. Infatti, nella copia manoscritta della loro opera viene precisato che le fiabe sono state: “Raccolte dai fratelli Grimm”. La copia originale si trova a Kassel; in essa sono leggibili le numerose annotazioni scritte a mano. 
Una delle motivazioni che spinsero i Grimm a trascrivere le fiabe, altro retaggio culturale comune dei popoli di lingua tedesca, fu il desiderio di aiutare la nascita di una identità germanica.

“Era forse giunta l’ora”, scrivono nella prefazione “di riunire queste fiabe, dato che coloro che le devono conservare sono sempre meno”. 
E così, per anni i fratelli Grimm incontrarono persone, chiedendo di raccontar loro le storie. Furono soprattutto donne, tra queste Marie Hassenpflug, giovane, colta e di buona famiglia, è lei che ha raccontato le fiabe de La bella addormentata nel bosco, Biancaneve e Cappuccetto Rosso; Dorothea Viehmann, la signora delle fiabe, la preferita dai Grimm tanto che nella copia manoscritta appuntarono la data della sua morte: “Morta il 17 novembre 1815, la sera”; fu lei, per le sue origini francesi da parte di padre, a riportare ai Grimm fiabe di origine francese.
Fin da piccola Dorothea aveva ascoltato, a Kassel, nell’osteria di suo padre, le storie raccontate dagli operai di passaggio, dagli artigiani e dai viaggiatori. Il suo repertorio era pressoché infinito e buona parte delle fiabe raccolte dai Grimm sono proprio frutto dei suoi racconti. 
Dorothea Viehmann in un ritratto di
Ludwig Emil Grimm. A lei si devono
circa 40 fiabe della raccolta.
Fonte 
Racconti che esse stesse avevano ascoltato e che così, raccontano ai due “raccoglitori” sancendo in questo modo il passaggio dalla tradizione orale a quella scritta.

La prima versione delle storie non erano concepite per i bambini: la prima edizione del (1812) colpisce per molti dettagli realistici e cruenti. Oggi, le loro fiabe sono ricordate soprattutto in una forma edulcorata e depurata dei particolari più cruenti, che risale alle traduzioni inglesi della VII edizione delle loro raccolte (1857). In una lettera di Jacob Grimm manifesta la sua contrarietà a edulcorare le storie:
“La differenza tra le fiabe per bambini e quelle del focolare e il rimprovero che ci viene mosso di avere utilizzato questa combinazione nel nostro titolo è più una questione di lana caprina che di sostanza. Altrimenti bisognerebbe letteralmente allontanare i bambini dal focolare dove sono sempre stati e confinarli in una stanza. Le fiabe per bambini sono mai state concepite e inventate per bambini? Io non lo credo affatto e non sottoscrivo il principio generale che si debba creare qualcosa di specifico appositamente per loro. Ciò che fa parte delle cognizioni e dei precetti tradizionali da tutti condivisi viene accettato da grandi e piccoli, e quello che i bambini non afferrano e che scivola via dalla loro mente, lo capiranno in seguito quando saranno pronti ad apprenderlo. È così che avviene con ogni vero insegnamento che innesca e illumina tutto ciò che era già presente e noto, a differenza degli insegnamenti che richiedono l’apporto della legna e al contempo della fiamma”. (La Principessa Pel di Topo, Jack Zipes, Donzelli Editore 2012)

Si può leggere riguardo alla crudeltà di alcune fiabe dei Grimm l'articolo di Cosimo Rodia (pubblicato in questo blog) Le Fiabe dei Grimm, variabili e peculiarità

4 commenti:

  1. Sapevo delle versioni "edulcorate" delle fiabe, e mi pare grandiosa e illuminante la spiegazione che dà Jacob nello stralcio da te citato.
    Ignoravo, invece, che la maggior parte delle fiabe raccolte derivasse loro da queste due donne :O

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    1. C'è chi ritiene che il passaggio dalla tradizione orale a quella scritta sia dovuta, in gran parte, proprio a tante donne "narratrici"; cercando materiale per questo post, ho trovato molte raffigurazioni di donne (di solito anziane) che raccontano storie in situazioni quotidiane (è quasi sempre presente un focolare). Grazie per il commento :)

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  2. Pensavo fosse stato Andrew Lang a compiere il misfatto inglese. Ma nel 1857 aveva solo tredici anni...

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    1. Presumo che Lang abbia ripreso precedenti traduzioni inglesi, bisognerebbe vedere quanto ha rielaborato e aggiunto :)

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