La Befana e il rinnovarsi della Natura

Tra le figure più spaventose e d affascinanti delle fiabe ci sono la strega e la vecchia. Praticano incantesimi e mandano malefici, sono fate cattive e vecchie malvagie, possono essere vecchie streghe che nascondono, al loro interno, una bella fanciulla che aspetta soltanto che l’incantesimo svanisca e possa riprendere il suo giovane aspetto. 
Esiste, poi, la figura della vecchia mangiatrice di bambini, li mangia come volesse riappropriarsi delle forze giovani, che la vecchia ha ormai perduto; la più conosciuta è sicuramente la strega di Hansel e Gretel, vive in un posto dolce e appetitoso: una casetta di marzapane, in realtà è lei ad essere golosa di bambini. La vecchia è in questo caso portatrice di morte, testimone della fine della Grande Madre, la Madre Natura invecchiata che non partorisce più ma dà la morte o si nutre della vita dei bambini. Potrebbere essere questo il legame tra la vecchia delle fiabe e la figura della Befana; le sue origini, infatti, sembrano risalire ai riti legati alla fine dell’anno. Per questo la Befana sarebbe rappresentata vecchia, consumata dal tempo sia nell’aspetto che nei vestiti che indossa, laceri e rattoppati. Essa è l’anno vecchio che, riti tradizionali, trasformano in fantoccio a cui dare fuoco in grandi falò.
Frau Holle, Illustrazione di Pauline Ellison (1981)

La stessa vecchia delle fiabe la vediamo spesso, all’interno della sua casetta preparare il cibo all’ospite ignaro, intorno ad una stufa o ad un pentolone da cui escono fumi di selvaggina o di pozioni magiche. Secondo l’analisi di Vladimir Propp, essa offre, ritualmente, il cibo al visitatore che bussa alla porta della sua capanna: questi può essere il visitatore che la strega vuole aiutare donandogli oggetti magici o l’ospite che la strega è intenzionata a trasformare in un pranzetto. Non possiamo non pensare alla strega di Hansel e Gretel che apre la porta (di una casetta già appetitosa, in quanto fatta di pan pepato) a due bambini perduti ed affamati; e anche qui la stufa ricopre un ruolo importante soprattutto nel nostro immaginario. Questa offerta di cibo da parte della strega/vecchia riconduce ad un rito di passaggio legato al mondo dei defunti. Pensiamo per esempio alla "tavola delle offerte", che troviamo nel culto egizio, dove veniva collocato il cibo da donare al defunto prima di essere posto nella cripta; al posto del morto veniva utilizzata una statua alla quale, a fine pasto, veniva aperta la bocca, questo faceva simbolicamente affermare che il morto si fosse trasformato in spirito e avesse acquisito le caratteristiche dell'altro mondo. La strega, depositaria di questa ritualità, offre cibo prima di chiedere al suo ospite chi esso sia e quale viaggio stia percorrendo: verso la vita o il mondo dei morti? 
La strega e, a maggior ragione, la vecchia è colei che dovrà nutrire il defunto per il suo viaggio nell’aldilà, poiché il morto deve essere nutrito: “Quasi universale e ben attestata nelle aree subalterne e in quelle della civiltà antiche è la credenza che il morto, ridotto ad una condizione umbratile e respinto in un mondo di fantasmi, continui ad essere perseguitato dall’umano bisogno di alimentarsi e sostenersi, quasi ad evitare la finale sparizione nell’indeterminato.” (Alfonso M. Di Nola, La Nera Signora)
Non è un caso che, nella casa della strega, Hansel vive il suo memento mori: la gabbia dove è rinchiuso, infatti, è cosparsa dei resti del cibo che gli viene somministrato, sono resti costituiti da ossa, lì a ricordargli ciò che lui, presto, potrebbe diventare.
Un'altra ipotesi collegherebbe la Befana con una antica festa romana, che si svolgeva sempre in inverno, in onore di Giano e Strenia (da cui deriva anche il termine "strenna") e durante la quale ci si scambiavano regali.
La Befana richiamerebbe anche alcune figure importate della stessa mitologia germanica, Frau Holle, che con abiti candidi come la neve era la Signora dell’Inverno, aveva l’aspetto di una vecchia, con il volto rugoso, i capelli bianchi. Percorreva i campi innevati, per accertarsi che fossero fertili e pronti per le future semine. Era accompagnata da altre divinità femminili, che cavalcavano dei gatti, con loro erano anche le anime dei bimbi non nati o morti nei primi anni d’età.
Entrava in ogni casa scendendo giù dal camino e spargeva i suoi doni di Luce e Fortuna su quelle in cui trovava armonia, pulizia ed ordine; quando, invece trovava sporcizia, disordine e disarmonia, se ne andava senza lasciare nè luce nè Fortuna.
Con il finire dell’inverno e il lento sciogliersi della neve, Frau Holle mutava il suo aspetto, riprendendo tutte le sfumature del Ciclo della Natura. Il suo volto di vecchia e la pelle raggrinzita si stendevano e ritornavano lisci e giovani, e ritornava fanciulla bellissima e radiosa al pari del sole. La vecchia è quindi l’altra faccia della Madre Natura che da bella, fertile e rigogliosa, torna sterile e arida, per poi rigenerarsi e continuare il suo ciclo naturale di morte e rinascita.
Così, la notte del 6 gennaio, Madre Natura, priva ormai di tutte le sue energie che ha donato durante l'anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova. Prima di morire però, la vecchia passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l'anno successivo.
...e se nella calza troverete del carbone (vedi post)