Hansel e Gretel, un' analisi iniziatica

Per una lettura iniziatica della fiaba è di notevole importanza prendere in esame il paesaggio poiché partecipa in modo attivo alla trasformazione dei protagonisti, anzi, per certi aspetti, è forse il principale artefice di questa evoluzione; raramente statico, il paesaggio accoglie e respinge, incanta e spaventa, svela e nasconde. Al di là delle molteplici varianti apportate dai Fratelli Grimm[1] e dell’ipotesi che la vicenda di Hansel e Gretel possa essere riconducibile ad un fatto di cronaca nera accaduto nel XVII secolo[2], la fiaba Hansel e Gretel presenta molti elementi collegabili a riti iniziatici.
Dividendo in scene l’interazione dei bambini con il paesaggio, noto che la fiaba ha questa possibile sequenza:
SCENA I: Casa (la casa paterna in cui ha inizio la storia) - Bosco (luogo dell’abbandono) - Fuoco (preparato dai genitori);

SCENA II: Bosco (dove i bambini vagano per 3 giorni) – Casa (della strega) – Fuoco (il forno);
SCENA III: Bosco (del ritorno) – Acqua (il fiume da attraversare) - Casa (ritorno all’origine).
Come vedremo in seguito, nel momento in cui, nella scena finale, al fuoco si sostituisce l’acqua, sotto forma di fiume, la rinascita dei due bambini sarà conclusa, la casa originaria si trasforma da casa della fame che invita ad allontanarsi – anche se involontariamente - a casa che accoglie una famiglia ricostituita e rinnovata.
Illustrazione di Natascha Rosenberg,
http://www.natascharosenberg.com
Numerose opere letterarie narrano di viaggi iniziatici in luoghi dal carattere mutevole o misterioso: per mare (dal Libro di Giona alle Avventure di Pinocchio, passando per La Storia Vera di Luciano di Samosata.[3]); nelle viscere della terra (dal mito  di Agharta al Viaggio al centro della terra di Jules Verne); nemmeno la Luna si è sottratta dall’essere meta di questi viaggi, (più fantastici che esoterici, in verità) e proprio nella Storia di Luciano troviamo la prima narrazione di un viaggio lunare. Luoghi infiniti, non per la mancanza di confini, ma per le sorprese che riservano con il continuo variare degli eventi; l’incognito; quell’all’alternarsi di luci e ombre (buona e cattiva sorte) che permettono ai protagonisti – e alla nostra mente - di vagare e viaggiare a lungo. Altro elemento con queste caratteristiche è certamente il bosco, protagonista di gran parte delle fiabe, luogo di nascondigli, di passaggi sotterranei, di abbandoni e crudeltà. Gli abbandoni riguardano più frequentemente i bambini, pratica che ha delle motivazioni socio economico (tra queste le carestie che colpivano le popolazioni) ma spiegabile anche da un punto di vista iniziatico. In questo bosco saranno abbandonati un fratello e una sorella, Hansel e Gretel.