domenica 17 gennaio 2016

L'Acqua nelle Fiabe

“ …lì dentro c'è la fontana della bellezza. Chi può tuffarvisi a un tratto, diventa bella quanto il sole […] E vi si tuffa dentro con tutte le vesti. Si sentì diventar un'altra: lei stessa non si riconosceva. Da che il mondo è mondo, non s'era mai vista una bellezza pari a quella”. (La fontana della bellezza, Luigi Capuana).
“Ella si tolse una pelle che aveva sul viso, poi si chinò sulla fonte e cominciò a lavarsi. Quando ebbe finito immerse anche la pelle nell'acqua e la mise sul prato perché si imbiancasse e si asciugasse alla luce di quella luna. Ma come si era trasformata la ragazza! Una cosa del genere di certo non l'avete mai vista. Appena la treccia grigia cadde, ecco sgorgare i capelli d'oro come raggi di sole, e come un manto le ricoprirono tutta la persona. Non si vedevano che gli occhi, scintillanti come le stelle del cielo, e le guance ardevano di un tenue rosa, come fiori di melo.” (La guardiana delle oche alla fonte, Grimm).
Nelle fiabe, l’acqua ha il potere di trasformare e guarire. E’ frequente che alle donne doni bellezza e agli uomini forza e salute. La bellezza è l’arma con cui i miti ci insegnano che la donna è vincitrice; nelle fiabe la bellezza non è solo estetica, ma è il coronamento di doti di bellezza morale e grazia. In fiabe come “Pelle d’asino” o “La guardiana delle oche alla fonte” vediamo come sotto la bruttezza della maschera si nasconde la bella fanciulla ripudiata o vittima della cattiveria altrui: l’acqua della fonte, acqua pura, le donerà la sua bellezza, bellezza resa ancora più splendida dalle difficoltà a cui la giovane ha dovuto sottostare. La bruttezza è così solo una maschera, un guscio che custodisce e protegge la bellezza che aspetta il momento propizio per emergere di nuovo; è quella che chiamiamo “la bellezza interiore” che, prima o poi sarà, inevitabilmente, sotto gli occhi di tutti.
Gli uomini riacquistano forza e giovinezza, come nella fiaba dei Grimm L’acqua della vita, dove 3 figli si mettono in cammino per trovare la fonte da cui sgorga l’acqua della vita, sarà il minore a trovarla e permettere al vecchio padre, gravemente malato, di guarire: “…Zampilla da una fonte che si trova in un castello incantato […] L'aveva appena assaggiata, che subito egli sentì il suo male sparire, e tornò a essere forte e sano come in gioventù.” (da L’Acqua della Vita, Grimm).
L’acqua che ha questi poteri è l’acqua delle sorgenti che si trovano in luoghi spesso nascosti e di difficile accesso: sia nella fiaba di Capuana che dei Grimm, la fonte è difesa da animali feroci (un drago, un cane, dei leoni, ecc.) che mettono alla prova il ricercatore della preziosa acqua.
La fonte della giovinezza per il continuo rinnovarsi della sua acqua, è il simbolo non tanto dell’immortalità, quanto del ringiovanimento.