L'Acqua nelle Fiabe

“ …lì dentro c'è la fontana della bellezza. Chi può tuffarvisi a un tratto, diventa bella quanto il sole […] E vi si tuffa dentro con tutte le vesti. Si sentì diventar un'altra: lei stessa non si riconosceva. Da che il mondo è mondo, non s'era mai vista una bellezza pari a quella”. (La fontana della bellezza, Luigi Capuana).
“Ella si tolse una pelle che aveva sul viso, poi si chinò sulla fonte e cominciò a lavarsi. Quando ebbe finito immerse anche la pelle nell'acqua e la mise sul prato perché si imbiancasse e si asciugasse alla luce di quella luna. Ma come si era trasformata la ragazza! Una cosa del genere di certo non l'avete mai vista. Appena la treccia grigia cadde, ecco sgorgare i capelli d'oro come raggi di sole, e come un manto le ricoprirono tutta la persona. Non si vedevano che gli occhi, scintillanti come le stelle del cielo, e le guance ardevano di un tenue rosa, come fiori di melo.” (La guardiana delle oche alla fonte, Grimm).
Nelle fiabe, l’acqua ha il potere di trasformare e guarire. E’ frequente che alle donne doni bellezza e agli uomini forza e salute. La bellezza è l’arma con cui i miti ci insegnano che la donna è vincitrice; nelle fiabe la bellezza non è solo estetica, ma è il coronamento di doti di bellezza morale e grazia. In fiabe come “Pelle d’asino” o “La guardiana delle oche alla fonte” vediamo come sotto la bruttezza della maschera si nasconde la bella fanciulla ripudiata o vittima della cattiveria altrui: l’acqua della fonte, acqua pura, le donerà la sua bellezza, bellezza resa ancora più splendida dalle difficoltà a cui la giovane ha dovuto sottostare. La bruttezza è così solo una maschera, un guscio che custodisce e protegge la bellezza che aspetta il momento propizio per emergere di nuovo; è quella che chiamiamo “la bellezza interiore” che, prima o poi sarà, inevitabilmente, sotto gli occhi di tutti.
Gli uomini riacquistano forza e giovinezza, come nella fiaba dei Grimm L’acqua della vita, dove 3 figli si mettono in cammino per trovare la fonte da cui sgorga l’acqua della vita, sarà il minore a trovarla e permettere al vecchio padre, gravemente malato, di guarire: “…Zampilla da una fonte che si trova in un castello incantato […] L'aveva appena assaggiata, che subito egli sentì il suo male sparire, e tornò a essere forte e sano come in gioventù.” (da L’Acqua della Vita, Grimm).
L’acqua che ha questi poteri è l’acqua delle sorgenti che si trovano in luoghi spesso nascosti e di difficile accesso: sia nella fiaba di Capuana che dei Grimm, la fonte è difesa da animali feroci (un drago, un cane, dei leoni, ecc.) che mettono alla prova il ricercatore della preziosa acqua.
La fonte della giovinezza per il continuo rinnovarsi della sua acqua, è il simbolo non tanto dell’immortalità, quanto del ringiovanimento.
Fontana della Giovinezza presso il Castello della Manta
“Il tema dell’acqua che ridona la salute acquista forte diffusione nel periodo medievale e fin da 1100 questo elemento costituisce un topos letterario dei bestiari e dei romanzi cortesi. L’area più interessata è quella franco provenzale, così una delle più antiche testimonianze è, ad esempio, quella di Filippo de Thaon che nel suo “Bestiaire”, datato 1119, ove l’autore parla di “une fointaine dunt l’ere est clere e saine” e stessa tradizione ritroviamo nella “Conquista di Gerusalemme” di Richard le Pelerin del 1200.
La tradizione romanzesca vuole queste sacre fonti posizionate nella misteriosa area mediorientale, lo scrittore Huon de Bordeaux ad esempio la pone nel giardino dell’Emiro Gandise, mentre nota è la leggenda del famoso regno di Prete Gianni ove vi è una fonte che “fit rajovenire la gent”.
Prete Gianni, descrivendo le meraviglie del suo palazzo, racconta di una fonte la cui acqua “…non ha l’eguale per fragranza e per sapore, e che non esce da quelle mura, ma corre da uno a un altro angolo dei palazzo, e scende sotterra, e correndo quivi in contraria direzione, ritorna là d’onde è nata, a quella guisa che torna il sole da Oriente ad Occidente. L’acqua ha il sapore di quella cosa che colui che la gusta può desiderare di mangiare o di bere, ed empie di tanta fragranza il palazzo come se ci si manipolassero tutte le sorta di balsami, di aromi e di unguenti…” (Andrea Romanazzi in “La fonte della giovinezza nella tradizione medievale”).
Oggi sappiamo che l’acqua ha una memoria, ossia trattiene le informazioni energetiche del suo luogo di provenienza. Assorbe e non dimentica. Sono stati compiuti esperimenti sull’acqua distillata, quindi priva di memoria, ed è stato provato che, sottoponendo l’acqua a stimoli positivi o negativi (attraverso la musica, parole ed immagini) quella sottoposta a vibrazioni negative diventava batterica, mentre l'acqua sottoposta a stimoli positivi migliorava la sua qualità. L’acqua, quindi, non solo è indispensabile alla vita, ma anche capace di trasmettere e trasportare le vibrazioni e le emozioni che ha raccolto nel tempo, da qui abbiamo l’uso dell’acqua nella magia e nella terapia. Ma tutto questo le fiabe già lo sapevano!

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