La fanciulla senza mani

Immagine di Nadia Magnabosco
Un mugnaio, un mulino, un melo, una figlia e una madre. Sono questi i primi personaggi che compaiono nella fiaba dei Fratelli Grimm La Fanciulla senza mani (trama). Personaggi miseri, inattivi: il mugnaio è vecchio e fatica a spaccare la legna; il mulino produce poco, così come il melo che è solo uno, isolato, non fa parte di un frutteto; la figlia è una bocca da sfamare; la madre, come vedremo è vittima del padre, quindi non ha capacità di decidere o di opporsi al volere del marito. A cosa dovrebbe opporsi la donna? Alla volontà del marito di consegnare la figlia al diavolo in cambio di ricchezza. Ma la madre non si oppone allo scambio e non si oppone quando il diavolo chiederà al padre di tagliare le mani alla figlia. La figlia acconsente alla volontà del padre ma dopo ciò, lascerà di sua volontà (prima decisione che prenderà) la casa paterna. Le mani rappresentano il senso del tatto, il contatto con il mondo esterno che il padre, con l’amputazione, rende impossibile. La fanciulla non potrà toccare ma nemmeno afferrare, prendere è priva quindi di possessi, non può stringere nessuna cosa che può chiamare “sua”. Ma se ne andrà. Da questo momento la fanciulla è un’ eroina che vaga, simile a Pelle d’Asino, andrà in altri luoghi che, dopo varie traversie, l’accoglieranno, ma non passivamente perché lei in questo nuovo luogo porterà qualcosa di suo per cui verrà apprezzata e, soprattutto, riconosciuta come individuo. Mentre vaga sola e mutilata arriva all’esterno di un giardino, circondato da un fossato. E’ una notte illuminata dalla Luna.
Come dire: la vita della fanciulla è avvolta dal buio e dall’incognito ma la luce dell’inconscio (la Luna) le suggerirà la via giusta, la via dell’istinto legato alla natura. Con l’aiuto di un Angelo che la spinge a rubare una pera da un albero - l’angelo che la spinge a rubare in realtà la sta spingendo a nutrirsi, quindi a vivere - si nutrirà per diverse notti, quando il ricco proprietario del frutteto, il Re, la vedrà, la sposerà e le farà dono di due mani d’argento. Argento che in alchimia è l’elemento legato alla Luna. Di nuovo la Luna simbolo del femmineo, dell’inconscio. Il padre le ha “tolto” le mani, il re le ha donate di argento, il viaggio della fanciulla non è terminato: dovrà avere delle mani sue, create da lei. Cacciata dal palazzo del re – attraverso inganni creati dal diavolo - con l’accusa di aver dato alla luce un mostro, riprenderà, insieme al figlio, la via per il bosco. L’ordine del re era di uccidere la moglie e il bambino/mostro ma qui interverrà la regina madre che, a differenza della madre che abbiamo visto all’inizio, sa agire e opporsi al volere del re e fa fuggire la donna nel bosco. Il bosco, simbolo per eccellenza della via iniziatica, oscuro ma non del tutto perché la luce vi filtra comunque. Insieme al figlio alloggerà per 7 anni in una casetta con su scritto “Qui si alloggia gratuitamente” come dire: nessuno ti chiederà di sacrificare le tue mani o la tua stessa vita. La casetta è abitata da una donna. Non difesa dalla sua madre naturale, la fanciulla troverà altre figure femminili con cui ritrovare la parte femminile interiore e realizzare la sua personalità. Dopo 7 anni la giovane ospite le farà ricrescere le sue mani. Solo adesso il re, che (saputo dell’inganno del diavolo) ha cercato per 7 anni la moglie e il figlio la ritroverà. Terminato il suo percorso di unione con la figura della donna adesso la scelta di tornare ad essere moglie è una scelta consapevole.

Commenti

  1. la fanciulla senza mani è una fiaba che ho scoperto grazie a Donne che corrono coi lupi e devo dire che è stupenda. Merita ancor più fama.

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