La mia Pedagogia spicciola

Il bambino ascolta e la nonna comincia:
C’era una volta…
Una volta, ma quando? Una volta quando la nonna aveva la mia età e adesso si sforza di ricordare i fatti? Forse. O una volta quando ancora la nonna non c’era e si sforza di ricordare cosa le hanno raccontato? Probabile. La nonna racconta la fiaba sempre con le stesse parole, 10, 20, 100 volte. E se la nonna cambia una parola, subito il bambino interviene “no nonna, non è così!”. In questo momento il bambino si è appropriato della versione della fiaba. La ripeterà per sempre così. Questo è il meccanismo della tradizione orale. Adesso gli insegnamenti della fiaba si sono cementificati nel bambino: è meglio ubbidire ai genitori, stare attenti al lupo, il male viene sconfitto dal bene. Il bambino ascolta estasiato - ma pronto a correggere la nonna se sbaglia - perché sa che sentirà tutti vissero felici e contenti. Felici e contenti come il bambino che sta ascoltando la nonna che gli racconta una storia. Anche pensare che un giorno si possa essere felici e contenti fa parte del patrimonio tramandato attraverso la tradizione orale. Se i grandi non raccontano le fiabe e non convincono i bambini che un giorno saranno felici e contenti, i bambini sapranno mai di poterlo essere?