Calimero, un perdente immortale.

Calimero (che quest'anno festeggia 50 anni di età) non è un personaggio delle fiabe, certo sarebbe potuto piacere molto ad Hans Christian Andersen, essere perfino un personaggio uscito dalla sua fantasia malinconica. Calimero è infatti un perdente, un escluso ma anche se, nato per rappresentare i perdenti, ne è diventato il simbolo fino a divenire immortale. 
Le storie di Calimero in "versione" libro
Forse il suo disegnatore, Toni Pagot, pensò a qualcosa di piccolo, non solo per dimensioni, ma che suggerisse l'idea del "non ancora cresciuto" e disegnò un pulcino; forse immaginò un colore associato alla negatività e lo colorò di nero. Nero come la sfortuna. E infatti, per il volere dello stesso Pagot, Calimero doveva essere sfortunato e perdente. Ma nero anche come lo sporco e, fu così, che per 11 anni - dal 1963 al 1974 - il pulcino Calimero è stato il protagonista indiscusso della pubblicità del detersivo Ava. Per decenni, genitori e bambini hanno aspettato gli episodi di Calimero, come oggi, molti seguono le vicende dei personaggi delle soap opera, ma quest'ultimi sono vincenti, fisicamente perfetti. Niente a che vedere con i protagonisti del Carosello anni '60; si pensi, per esempio, ad un altro celebre protagonista, Cimabue: un frate imbranato e maldestro, un po' il precursore del cinematografico Ragionier Fantozzi, che ad ogni guaio che causava i frati del convento beffeggiavano: Cimabue, Cimabue fai una cosa ne sbagli due, e lui impegnato a rialzarsi da terra o dimenandosi impigliato tra i rami di un albero ribatteva: Stai zitta cagnara, sbagliando s'impara. Disavventure raccontate in rima che rendevano familiari i personaggi. 
E il pulcino nero, invece, eterno ultimo nelle gare come a scuola con la sua vocina piola e lamentevole del doppiatore Ignazio Colnaghi :“Che ingiustizia però...Tutti se la prendono con me perché sono piccolo e nero'' , interveniva l'Olandesina, personificazione di tutte le casalinghe italiane, lo consolava "Non sei piccolo sei solo sporco", lo accoglieva nelle sue mani e lo lavava; diventato bianco, compiaciuto e soddisfatto Calimero concludeva con Ava come lava!
"Quando un personaggio genera un nome comune - ha scritto Umberto Eco - ha infranto la barriera dell’immortalità ed è entrato nel mito: si è un calimero come si è un dongiovanni, un casanova, un donchisciotte, una cenerentola, un giuda".